Sulle Spalle dei Giganti
2024-2026 (16 mesi)
Sulle Spalle dei Giganti. Arte di Comunità per ripartire dalla Xylella” è un progetto Erasmus Plus – Small scale partnerships in Educazione degli Adulti (ADU) del Campo dei Giganti (capofila) partner Residui Teatro (Spagna).
Codice progetto: 2024-1-IT02-KA210-ADU-000250696
La Restituzione del Cartomastodonte
Il video documenta l'emozionante svelamento del “Cartomastodonte”, l’opera monumentale realizzata dall'artista Daniele Papuli insieme all'intera comunità e ai partecipanti dei laboratori. Non si tratta solo di un'installazione, ma di una vera architettura della memoria: 35.000 libri salvati dal macero sono stati sottratti all'oblio e trasformati in una struttura vibrante, una massa plastica capace di accogliere e unire il territorio attraverso il riciclo creativo e il rigore scultoreo.
Cartomastodonte: Intervista a Daniele Papuli
Al Campo dei Giganti il confine tra ciò che è "finito" e ciò che può "diventare" è sottile come un foglio di carta. È in questo solco che si inserisce l’indagine di Daniele Papuli, che con la sua nuova scultografia Cartomastodonte opera un innesto semantico tra due materie accomunate dallo stesso destino: l’ulivo e il libro. Il progetto nasce da un’iniziativa collaborativa del Polo Bibliomuseale e del Museo Castromediano di Lecce, che hanno convogliato al Campo oltre 35.000 libri destinati al macero da tutte le Biblioteche di Puglia tramite open call. Come gli ulivi, condannati dalla Xylella a diventare scarti di un paesaggio ferito, così questi libri erano destinati alla distruzione.
Cartomastodonte di Daniele Papuli con la Rete delle Biblioteche di Puglia – PUGLIACULTURE
Sottrarre libri al macero per affidarli alla luce, al dialogo con gli alberi, con la pioggia e con il sole, con il transitare notturno delle stelle, vuol dire offrire alla carta che ha accolto la parola scritta un nuovo tempo, sebbene provvisorio come ogni tempo terrestre e umano: tempo di una confidenza con la bellezza, tempo di una intimità con le zolle, con il vento, con il ciclo di dissolvimento e rinascita che è ritmo e lingua della natura.
Labs / Il Campo come paesaggio sonoro. Con Edoardo Marraffa
Il paesaggio è anche una dimensione da ascoltare. Martedì 8 luglio, il Campo dei Giganti si è trasformato in una cassa di risonanza collettiva per il laboratorio condotto da Edoardo Marraffa, sassofonista e compositore che da oltre trent’anni esplora i territori della musica improvvisata e sperimentale. Quello di Marraffa non è stato un semplice ritorno, ma un rito che si rinnova: presente sin dall'inaugurazione del Campo nel 2022, il musicista è tornato ad abitare queste terre ferite per guidarci in un’esperienza di di ascolto e relazione attraverso il suono.
Laboratori. La Cura del Bianco, un processo di emersione estetica
Anche quest’anno la Cura del Bianco diventa rituale collettivo, segno di una comunità che in questo gesto si riconosce e desidera rinnovare il proprio legame. L’uso della calce agisce come un reagente concettuale sulla pellicola del reale. Materiale ecosostenibile da sempre utilizzata in agricoltura – e nelle epidemie, a scopo disinfettante – questo pigmento bianco naturale innesca un processo di defamiliarizzazione dello sguardo: il tronco, sottratto al cromatismo del grigio e del secco, emerge nella sua pura forma, esaltando la potenza plastica dei tronchi.
OMBRA: Desertificazioni ambientali, sociali, culturali
Dopo Radicate proseguono le Residenze Artistiche del progetto “Sulle Spalle dei Giganti” nel Campo, dove la Xylella ha ridisegnato i confini del visibile attraverso la sottrazione. La seconda Residenza ha inteso l’ombra non come un vuoto biologico, ma come uno spazio generativo: una zona di sosta e cura necessaria per attraversare il trauma ambientale e trasformarlo in consapevolezza.
Alyadi. Il canto per gli ulivi della Palestina, un mantra per la pace
Questo foglio di lavoro è un “reperto” della Residenza Artistica Radicate, condotta dal Laboratorio Teatrale Residui Teatro. Nato come canto finale dello spettacolo Radicate, Alyadi non è rimasto confinato alla “chiusura del sipario”: durante i giorni della residenza si è trasformato in un mantra che hanno imparato tutti, dagli amici delle Fattizze che ci hanno ospitato, a chiunque abbia partecipato a vario titolo all’esperienza di Radicate. Alyadi è stata una vibrazione costante che ha accompagnato ogni gesto, ogni prova, ogni riflessione, tessendo un filo invisibile tra la piaga degli ulivi salentini e il dolore della terra palestinese.
RADICATE: Il Videoracconto
Il videoracconto di Radicate è la testimonianza di un’immersione intensiva nel Campo dei Giganti, dove dall’1 all’8 giugno 2025 ol laboratorio internazionale curato da Residui Teatro, con la guida sapiente di Gregorio Amicuzi e Viviana Bovino, ha dato vita a un rito di rigenerazione senza precedenti.
Radicate: le interviste ai partecipanti
Il progetto "Sulle Spalle dei Giganti" non è solo un intervento artistico, ma un progetto ad alta vocazione sociale di resilienza collettiva. Al cuore di questa esperienza si situa Radicate, l’attività a cui i partner hanno lavorato per avviare un laboratorio internazionale fondato sul baratto culturale con la comunità e, parallelamente, un laboratorio professionale per artisti, perfomer, operatori culturali.
Radicate. Restituzioni dalla comunità: il fuoco del desiderio
Quando abbiamo lanciato la call alla comunità di Villaggio Boncore per Radicate, Michela e Sandro non si sono limitati a partecipare; hanno fuso i loro talenti in un’azione sinergica che è diventata, allo stesso tempo, un gesto pedagogico e simbolico — il vero cuore di quel “baratto culturale” che Gregorio e Viviana hanno messo in moto attraverso la metodologia del laboratorio di teatro comunitario.

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