Sulle Spalle dei Giganti

2024-2026 (16 mesi)

Sulle Spalle dei Giganti. Arte di Comunità per ripartire dalla Xylella” è un progetto Erasmus Plus – Small scale partnerships in Educazione degli Adulti (ADU) del Campo dei Giganti (capofila) partner Residui Teatro (Spagna).

Codice progetto: 2024-1-IT02-KA210-ADU-000250696

Oltre la Xylella, l’Ombra come Rinascita. I Risultati della Open Call “Sulle Spalle dei Giganti”

Il paesaggio del Salento, segnato profondamente dalla Xylella, non è solo un luogo di perdita, ma un campo di sperimentazione dove l’arte può generare “nuove oasi di senso”. È questo lo spirito con cui si è conclusa la Open Call OMBRA, parte del progetto europeo “Sulle Spalle dei Giganti. Arte di comunità per ripartire dalla Xylella”.

Il bando, promosso da Il Campo dei Giganti e Residui Teatro, con la collaborazione curatoriale di Carmelo Cipriani, ha interrogato artisti di ogni disciplina sulla “morfogenesi dell’ombra”. Il risultato è stato straordinario: un’operazione di disseminazione culturale che ha trasformato una ricerca di progetti in un dispositivo di riflessione collettiva.

Nonostante il bando prevedesse la selezione di pochi interventi, la risposta è stata massiccia: 24 proposte progettuali di alto profilo, suddivise tra linguaggi visivi (13), performativi (5) e ibridi (6).

Dalla land art alla cianotipia, dalle danze rituali che emergono dal sottosuolo fino alle installazioni digitali interattive, ogni candidatura è stata un dispositivo di riflessione sul tema delle desertificazioni ambientali e culturali. Molti lavori, pur non selezionati per vincoli di budget o sostenibilità logistica, hanno dimostrato un buon rigore metodologico, confermando che il dibattito arte-ecologia è più vivo che mai.

Lavorando in stretta sinergia tra i partner di progetto, abbiamo individuato quattro profili che incarnano perfettamente la missione di “Sulle Spalle dei Giganti”.

  1. Verso la Residenza “Radicate”

Due artiste, inizialmente candidate per la call Ombra, sono state convogliate nel percorso intensivo della residenza Radicate per la particolare affinità delle loro poetiche con il lavoro corporeo e materico: Stefania Puntaroli (Toscana), che ha saputo rielaborare gli elementi naturali del Campo per costruire oggetti di scena vivi, ponti tra paesaggio e performance; Clémence Dumay (Francia), giovane performer di alto profilo, la cui ricerca ha trovato nella residenza l’habitat ideale per una sperimentazione radicale.

Per la sezione installativa e di comunità, la scelta è ricaduta su linguaggi capaci di unire cura del territorio e visione estetica: 1. Giulia Barone per l’uso poetico della cianotipia, tecnica ricorrente nei progetti presentati in questa call. Il suo progetto si è distinto per la capacità di coinvolgere direttamente la comunità in un processo di memoria condivisa. 2. Fabrizio Bellomo e Graziana Di Santo, dotati di un profilo che aderisce perfettamente ad ogni punto della open call; il progetto è stato implementato in un’installazione permanente realizzata con materiali di scarto della comunità, unendo ecologia politica e impatto visivo.

La scelta di profili come quelli di Barone e Bellomo/Di Santo risponde a una precisa visione, che risponde agli scopi del progetto. Sebbene le opere parlino la lingua di un Salento scosso dalla Xylella e dei suoi abitanti, i loro linguaggi sono dotati di una forza sovranazionale, immediatamente comprensibili in qualsiasi contesto. L’impatto della desertificazione e la ricerca dell’ombra non sono più solo questioni salentine, ma diventano metafore universali della crisi ecologica e dell’ingegno umano. Con questo approccio, l’arte smette di essere solo “documento” per diventare un senso sovra-linguistico che unisce le latitudini nella protezione della vita.

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