Sulle Spalle dei Giganti

2024-2026 (16 mesi)

Sulle Spalle dei Giganti. Arte di Comunità per ripartire dalla Xylella” è un progetto Erasmus Plus – Small scale partnerships in Educazione degli Adulti (ADU) del Campo dei Giganti (capofila) partner Residui Teatro (Spagna).

Codice progetto: 2024-1-IT02-KA210-ADU-000250696

Radicate: le interviste ai partecipanti.

Il progetto “Sulle Spalle dei Giganti” non è solo un intervento artistico, ma un progetto ad alta vocazione sociale di resilienza collettiva. Al cuore di questa esperienza si situa Radicate, l’attività a cui i partner hanno lavorato per avviare un laboratorio internazionale fondato sul baratto culturale con la comunità e, parallelamente, un laboratorio professionale per artisti, perfomer, operatori culturali.

Le video interviste ai partecipanti (post) riflettono parallelamente un processo di ricerca e analisi condotto congiuntamente dai partner per valutare l’impatto dell’attività. Il video che accompagna questo articolo raccoglie gli highlights delle testimonianze degli 11 partecipanti. Attraverso un’analisi delle lettere motivazionali di partenza, l’osservazione partecipata in itinere, i risultati delle interviste in profondità, abbiamo tracciato il perimetro di una trasformazione che va oltre il teatro per radicarsi in una soggettivazione collettiva.

Dallo sradicamento alla cura: la Fase 1

I dati raccolti all’inizio della residenza parlavano di un profondo “sradicamento collettivo”. Partecipanti provenienti da Francia, Spagna e diverse regioni d’Italia sono arrivati nel Salento mossi da un’urgenza ontologica: rispondere al lutto degli ulivi.

L’analisi ex-ante ha evidenziato tre bisogni primari:

*Riconnessione: la necessità di curare le “crepe della società” attraverso un dispositivo artistico relazionale.

*Oltre l’Umano: il desiderio di uscire dai teatri convenzionali per entrare nel paesaggio, riconoscendo le piante come membri integranti della comunità.

*Memoria e Identità: il recupero delle proprie radici contadine come scudo contro l’alienazione contemporanea, per rigenerare i paesaggi sociali.

In questa fase, il territorio ferito veniva percepito con impotenza, un “deserto di secco” dove la narrazione dominante era solo quella della morte e della perdita.

Il metodo Radicate: il corpo come strumento

Il passaggio dal trauma alla rigenerazione è avvenuto attraverso la metodologia di Residui Teatro, dove la professionalità si è fatta pratica quotidiana: il training psicofisico e il baratto culturale sono stati gli strumenti tecnici per agire sulle fragilità.

L’atto simbolico della “Cura del Bianco” (il rito della calce sugli alberi) che caratterizza il Campo ha permesso al gruppo di traghettare l’impotenza verso un’azione estetica concreta. Non si è trattato solo di “mettere in scena”, ma di acquisire durante tutto il percorso di residenza un metodo artistico sociale e riparativo, capace di aumentare l’autostima dei partecipanti e affinare la loro capacità di ascolto.

Il Paesaggio della Luce: i risultati della Fase 2

Le interviste post-residenza segnano il superamento della solitudine; il deserto ha lasciato spazio a quello che i partecipanti hanno definito il passaggio alla luce:

*Il Noi (La Cooperazione): il legame comunitario è stato indicato come il punto più alto dell’esperienza; la cooperazione internazionale ha mostrato che nessuno è solo nella lotta per il clima e il territorio.

*L’Io (L’Apprendimento): le competenze acquisite nel training sono entrate nella vita quotidiana, migliorando la chiarezza relazionale e il senso di appartenenza alla terra.

*Il Mondo (La Risignificazione): il passaggio finale è la capacità di “ridare vita” attraverso la narrazione. Laddove la biologia è ferita, l’arte genera vita simbolica, trasformando la percezione di un popolo e della sua terra.

Le analisi qualitative del progetto ci restituiscono una visione chiara: l’arte di comunità parte dal “secco” del trauma ambientale per approdare alla “luce” di nuove competenze e legami.

Vi invitiamo a guardare il video delle interviste, germogli di una nuova narrazione che, dalle spalle dei Giganti, guarda al futuro con occhi nuovi.

Grazie a: Martina Ricciardi, Anna Di Bari, Chiara Magnelli, Clemence Dumay, Otto Marco Mercante, Loredana Biondo, Cesare Emanuele Romanello “Lillino”, Giorgia Siciliano, Dalila Cavalera, Giuseppe Mappa, Stefania Puntaroli.

In sottofondo: Alyadi, mantra della Residenza, Vedi l’articolo dedicato al canto

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