mario capanna: conversazioni
2023
Contesto: Invitato al ciclo Conversazioni di Comunità, Mario Capanna ha tenuto una lectio sull’ulivo e sull’olio EVO, raccontando la storia millenaria di questo simbolo nel contesto del Campo dei Giganti, dell’Arneo e delle lotte contadine che hanno caratterizzato il territorio.
Luogo: Il Campo dei Giganti
Anno: 2023
Durata video: 11:14
cosimino rolli: galli rolli
2023


Contesto: L’incontro tra l’artista Cosimino Rolli e Mario Capanna avviene al Campo dei Giganti in occasione della lectio di Capanna dedicata alla civiltà dell’ulivo. È in questo scenario che Rolli fa dono a Capanna di un suo iconico gallo in legno d’ulivo, siglando un’immediata affinità elettiva. Il loro dialogo si sviluppa attorno a un sentire civico comune: la convinzione che l’arte e il pensiero debbano farsi strumenti di riscatto e testimonianza attiva. Da questa sintesi tra militanza culturale e sapienza artigiana nasce il testo critico che Capanna ha dedicato all’opera di Rolli.
Artista: Cosimino Rolli
Titolo: Galli Rolli
Materia e tecnica: Legno d’ulivo scolpito a mano
Dimensioni: Variabili, scala naturale
Restituzione: 27 luglio 2023
Luogo: Il Campo dei Giganti
Testo critico: Mario Capanna
I “Galli Rolli” sono, semplicemente, dei capolavori (quello donatomi da Cosimino domina la mia casa dall’alto della grande libreria). Capolavori, per molte ragioni. La prima è che hanno una forma perfetta e, spesso, a grandezza naturale. E, poi, la magia del legno di ulivo, con le sue venature forti e leggiadre, che rimandano alla infinita ricchezza e bellezza della pianta. E in mezzo – e dentro – la maestria dell’artista, che unisce la terra al cielo della creatività, nobilitando ancor più ciò che di per sé è già nobile. Preziosa sintesi della simbiosi uomo-natura, elevazione della materia tramite la mano e la mente. Grazie a Cosimino, il suo lavoro di cesello permette al legno dell’ulivo morto di vivere ancora, in forme nuove. Capolavoro dell’arte. E simbolo di questo Mezzogiorno che non si rassegna, ma inventa e crea, e dà ali all’orgoglio di un riscatto autoctono e autonomo. È la prova di quanto le feconde suggestioni del Campo dei Giganti possono arrivare lontano.
