Quando abbiamo lanciato la call alla comunità di Villaggio Boncore per Radicate, Michela e Sandro non si sono limitati a partecipare; hanno fuso i loro talenti in un’azione sinergica che è diventata, allo stesso tempo, un gesto pedagogico e simbolico — il vero cuore di quel “baratto culturale” che Gregorio e Viviana hanno messo in moto attraverso la metodologia del laboratorio di teatro comunitario.
Michela, che ogni giorno semina conoscenza tra i banchi di scuola, ha portato con sé sul palco i giovani alunni dell’Istituto Comprensivo “Mario Morleo” di Avetrana. Erano i bambini delle classi 5ª B e C, protagonisti di una scena durante la restituzione del 7 giugno, agendo come co-creatori di un’opera nata dalla visione di Michela e dalle mani esperte di Sandro, maestro della pietra leccese nel suo laboratorio pietramac a Nardò.
Il cuore della loro proposta risiede in un rovesciamento poetico dell’elemento fuoco. Da queste parti siamo abituati a guardare le fiamme con timore, associandole alla devastazione degli incendi che troppo spesso feriscono il nostro paesaggio. Nell’installazione concepita dalla coppia, il fuoco torna a essere un elemento sacro e trasformativo, in cui la cenere non è più il residuo della distruzione, ma diventa un elemento nutriente — il fertilizzante necessario per radici che hanno bisogno di un costante rinnovamento. È il fuoco del desiderio di una comunità che non si arrende all’isolamento, ma sceglie di rigenerare i legami tra i suoi membri e con una terra che, sebbene segnata dall’epidemia, attende soltanto nuove energie per rifiorire.
L’opera stessa è un potente simbolo di questo equilibrio, un ponte tra l’universo terrestre e il mondo spirituale. Descrivendo la genesi del loro lavoro, Sandro e Michela hanno definito l’installazione come un braciere sorretto da radici: «Il braciere simboleggia la purificazione ed è il collegamento tra il mondo terrestre e quello divino. Inoltre, il braciere è spesso associato alla luce e al fuoco, che illuminano l’oscurità e purificano. Le radici profonde e tenaci assicurano che un albero, e per estensione un individuo, possa resistere alle avversità; simboleggiano il legame con la terra, la famiglia, la cultura e il passato, che ci forniscono forza e nutrimento».
In questo incontro tra pietra, terra e partecipazione, Michela, Sandro e gli alunni ci hanno ricordato che la bellezza è un atto collettivo che richiede l’impegno di tutti nel nutrire simbolicamente questa fiamma, che è il desiderio di partecipazione. A loro va il nostro più sentito ringraziamento per aver permesso a Radicate di mettere radici ancora più profonde nel cuore della nostra comunità.