On the Shoulders of Giants

2024-2026 (16 months)

On the Shoulders of Giants. Community Art to restart from Xylella” is an Erasmus Plus project – Small-scale partnerships in Adult Education (ADU) by Campo dei Giganti (lead partner) and partner Residui Teatro (Spain).

Project code: 2024-1-IT02-KA210-ADU-000250696

Open Call. Radicate. International Residency at Campo dei Giganti

“On the Shoulders of Giants: Community Art to Restart from Xylella” is the Erasmus+ project by Campo dei Giganti, in partnership with Residui Teatro (Spain).

Project Code: 2024-1-IT02-KA210-ADU-000250696

Activity: A 7-day International Residency We are pleased to announce the opening of this Open Call for public participation.

Note: Open the PDF version in Italian and English for full details and information.

Sulle Spalle dei Giganti. Arte di comunità per ripartire dalla Xylella.

Cosa succede quando l’arte incontra una ferita collettiva?

Quando il teatro, la musica, il gesto creativo si radicano nei territori desertificati dalla Xylella e provano a immaginare nuovi futuri possibili?

Da queste domande è nato “Sulle Spalle dei Giganti. Arte di Comunità per ripartire dalla Xylella”, un progetto Erasmus Plus – ADU, avviato nel novembre 2024 con la collaborazione di Residui Teatro (Spagna), attivo da anni nell’ambito dell’educazione per gli adulti attraverso pratiche artistiche, sensibilizzazione ecologica e rigenerazione delle comunità.

Il progetto si è articolato in diversi momenti, intrecciando arte partecipata, ricerca, formazione e restituzione pubblica, sempre in dialogo con il paesaggio e le comunità locali. Tre le traiettorie principali che hanno guidato questo cammino.

1. Le Residenze Artistiche

Due open call hanno dato vita a esperienze intense e trasformative.

Con “Radicate”, laboratorio internazionale condotto da Residui Teatro, artiste e artisti provenienti da diversi paesi si sono immersi in una residenza intensiva di teatro comunitario: giornate dense, condivise con la comunità ospitante, in cui corpo, voce, memoria e ascolto hanno generato un evento finale corale e partecipato.

Ma “Radicate” è stata anche un’occasione formativa per operatori teatrali, animatori culturali e giovani artisti, che hanno potuto sperimentare pratiche di creazione collettiva, esplorando linguaggi nuovi e radicati nel territorio. Fondamentale l’intreccio con la call “Ombra”, che ha permesso scambi fertili tra artisti e approcci diversi, oltre a offrire un’importante occasione di formazione e condivisione di buone pratiche grazie al lavoro con Viviana Bovino e Gregorio Amicuzi.

Da questa prima esperienza dedicata all’arte performativa, ha preso forma la residenza “Ombra”, incentrata sul tema della desertificazione ambientale, con un focus sulle arti visive.
L’open call ha selezionato i progetti di Giulia Barone, Fabrizio Bellomo e Graziana Di Santo, che hanno lavorato insieme sul paesaggio ferito, interrogandosi su cosa resta, cosa resiste e cosa può rinascere.

Anche in questo caso, il processo è stato documentato e restituito pubblicamente, generando tracce visibili nella rassegna stampa e nei racconti collettivi sui social media.

2. Sentire il paesaggio: laboratori e visite sensoriali

Abbiamo voluto approfondire il lavoro sul “sentire”, attraverso laboratori sul Bianco e visite sensoriali, coinvolgendo artisti capaci di aprire nuove percezioni del paesaggio, della materia e della relazione.
Queste attività si sono arricchite grazie al coinvolgimento di altri artisti già parte dell’ecosistema del Campo dei Giganti.

Con Edoardo Marraffa, le arti sonore hanno creato connessioni invisibili tra luoghi, respiri e memorie.
Con Daniele Papuli, è nato il Cartomastodonte: un organismo effimero ma potentissimo, fatto di carta, che si è trasformato in installazione, laboratorio, esperienza viva e condivisa.

3. Disseminazione creativa della ricerca

Non si è trattato solo di raccontare cosa accadeva, ma di farlo in modo coinvolgente, accessibile e generativo.
Abbiamo attivato una piattaforma web, curato materiali formativi e pubblicazioni, e costruito una strategia di comunicazione partecipativa sui social, per amplificare il progetto e includere anche chi non ha potuto essere presente.

Fondamentale, in tutto questo percorso, il sostegno di una rete ampia e appassionata: il Polo BiblioMuseale di Lecce, il Museo Castromediano, e le tante associazioni e realtà locali che hanno creduto nel progetto e ne hanno accompagnato ogni fase.

“Sulle Spalle dei Giganti” non è solo un titolo evocativo, ma un invito a guardare più lontano, partendo da ciò che ci ha preceduto, dai territori che abitiamo, dalle radici e dalle visioni che coltiviamo insieme.
Un progetto che continua a camminare, portando con sé l’arte come strumento di cura, relazione e trasformazione, nella direzione di una rigenerazione culturale e ambientale costruita con e per le comunità.

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