Cura Radicale per Futura. La Puglia per la parità, terza edizione

“Cura Radicale” è un progetto vincitore nell’ambito dell’avviso “Futura. La Puglia per la parità – Terza Edizione” promosso dal Consiglio della Regione Puglia e persegue l’obiettivo generale di implementare la presenza femminile nell’ecosistema collaborativo delle artiste e delle ricercatrici nel Campo dei Giganti.

Obiettivo generale è quello di facilitare un processo collettivo e partecipato per ripensare il futuro a partire dalla cura, con l’obiettivo specifico di implementare la sperimentazione artistica contemporanea rivolta alla rigenerazione del paesaggio e della memoria. Le artiste donne sono protagoniste attive di questo percorso: attraverso pratiche inter-artistiche, azioni site-specific e dispositivi pedagogici di memoria condivisa, verranno generate nuove narrazioni capaci di intrecciare il vissuto individuale e collettivo, il paesaggio ferito e le possibilità di rigenerazione. Il Campo dei Giganti diventa così un laboratorio vivo di contro-narrazioni, un luogo in cui la memoria non è conservazione passiva, ma strumento di trasformazione sociale e culturale.

Il progetto mira a costruire meccanismi sistemici e inclusivi per valorizzare il ruolo delle donne nella definizione del patrimonio culturale e naturale, sia esso tangibile o intangibile. In questo senso, Cura radicale è anche un gesto politico: un modo per promuovere giustizia ecologica e sociale, democrazia partecipativa e nuovi modelli di sostenibilità, in cui natura, cultura e memoria si incontrano come pratiche vive e generative. Prospettive femminili, dunque, nella creatività e nella rigenerazione materiale e immateriale del patrimonio culturale.

Cura Radicale è un progetto che persegue la necessità di sostenere concretamente la presenza femminile all’interno dell’ecosistema del Campo dei Giganti, attraverso attività che valorizzino il lavoro delle artiste e delle ricercatrici che vi operano.

Il progetto si articola su un piano interartistico e interdisciplinare, con azioni che intrecciano corpo, memoria, paesaggio e contro-narrazioni.

Nello specifico, sostiene attraverso il cofinanziamento le attività di:
– laboratorio teatrale incentrato sull’uso del corpo e della memoria nel paesaggio, condotto da Viviana Bovino della compagnia Residui Teatro (Spagna), realtà con una solida esperienza nei processi di comunità e nelle pratiche performative partecipative;
– le residenze delle artiste Giulia Barone e Graziana di Santo (con Fabrizio Bellomo) nell’ambito del progetto residenziale “Ombra”;
una residenza artistica audiovisiva a cura della regista Chiara Stravato;
il proseguimento dell’opera di Loredana Biondo che concluderà laboratori e presentazione site specific dell’opera Morphoblu.

A guidare il coordinamento teorico e metodologico del progetto Chiara Agagiù, docente a contratto di Pedagogia Interculturale presso l’Università del Salento, esperta di dinamiche di soggettivazione, patrimonio culturale e processi educativi inclusivi.
Tutti gli eventi, i laboratori e le residenze artistiche sono aperti al pubblico.
Le artiste lavorano in sinergia con la comunità rurale, intessendo relazioni che daranno forma a nuove narrazioni collettive, capaci di restituire dignità e voce a un paesaggio segnato, ma vivo e resistente.